Tutta colpa di Roland Barthes – considerazioni sulla street photography

Ebbene si, è molto tempo che non scrivo! Colpa del tempo che non basta mai? Colpa della crisi del foglio bianco? Mancanza di argomenti?
Assolutamente no… diciamo che è tutta colpa di Roland Barthes!

Schermata 2016-02-04 alle 19.46.31

LA CAUSA
Questo inizio d’anno,  tra le tante letture e riletture devo ammettere di essere stato letteralmente sconvolto e messo in crisi da un saggio in particolare: “La Camera Chiara” di Roland Barthes. Conoscevo già il libro, la sua teoria e le sue considerazioni sulla percezione fotografica… ma non le avevo mai lette in chiave street! Per chi di voi non conoscesse ancora tale lettura, in breve nel saggio “La Camera Chiara”  Barthes scrive le sue riflessioni sulla fotografia affrontandola da un punto di vista analitico. Si chiede in pratica cosa rende apprezzabile una foto e cosa la rende “memorabile”.
A tal riguardo razionalizza le tre figure chiave di una foto:

  • L’operator che è colui che fa la foto
  • Lo spectator colui che osserverà la foto
  • Lo spectrum il soggetto immortalato

e definisce i due modi in cui uno “spectator” percepisce una foto:

  • Lo studium: costituito da tutti quegli elementi formali, stilistici, documentari che caratterizzano una rappresentazione fotografica.
  • Il punctum, costituito invece dall’aspetto emotivo, basato a sua volta da quel dettaglio che “punge” e che colpisce l’osservatore rendendo la foto “memorabile”.

Alla luce di ciò, mi sono chiesto quante foto street sono caratterizzate dall’avere un punctum?

FACCIAMO IL PUNCTUM DELLA SITUAZIONE
Alla luce di quanto detto sopra, ho iniziato a riguardare la mia produzione fotografica e le tante foto di street che si trovano in rete. Devo dire che effettivamente solo poche hanno quel qualcosa che “punge”, quel qualcosa che in un modo o nell’altro rimane impresso nella mente facendo divenire “memorabile” quella foto piuttosto che un’altra. Non contento di ciò, ho cercato di comprendere cosa nella street photography colpisce e cosa no. Certamente una persona che cammina per strada nonostante una composizione spettacolare e perfettamente bilanciata NO! Non mi punge! Una tale foto come le migliaia di bellissime foto di strada che si trovano in rete non mi pungono, non mi rimangono impresse, le confondo, non le ricordo… e in breve le dimentico.

Questi scatti fino a poco tempo fa li avrei valutati come accettabili:

Oggi non mi colpiscono più! Nella seguente sequenza sono tutti banalissimi scatti di un uomo con un cane:

Schermata 2016-02-04 alle 18.55.32

Tuttavia “lo scarto” di prima adesso acquista una nuova luce… mi punge!

Pendant - Andrea Scirè
Quello sopra è stato il primo scatto che ho fatto di quell’uomo con il cane, sarà l’assonanza cromatica più marcata, sarà il taglio, sarà l’ombra del cane o semplicemente il fatto che non mi da risposte ma mi pone solo domande; per me tra le quattro è proprio il primo scatto che ha il punctum.

Roland Barthes scrive:”la Fotografia è sovversiva, non quando spaventa, sconvolge o anche solo stigmatizza, ma quando è pensosa”

Ecco ci sono molte foto che  sono rimaste impresse ormai da tempo nella mia testa, non so il perchè, ma dopo questa lettura le ho guardate, riguardate e analiticamente sezionate…

IL RISULTATO
Ho compreso che nella mia visione della street photography quello che mi punge solitamente è un’azione,  uno sguardo, un taglio, un elemento di disturbo o semplicemente quell’aspetto irriverente della vita mostrato nella sua semplice brutalità! Non me ne frega nulla della foto perfetta, tale perfezione mi urta, la lascio ai “fotografi”, desidero solo quella meravigliosa imperfezione che rende reali le cose!

Questa presa di coscienza ovviamente sta influenzando il mio modo di scattare e soprattutto di editare le mie foto. Gli scarti diventano protagonisti e la foto formale e noiosa per quanto rigorosa nella composizione diventa poco interessante. Forse sto tendendo verso una vera involuzione fotografica?  Non so, so solo che al di la del compiacimento dello spectator ho deciso di diventare io stesso spectator delle mie foto, voglio osservarle con distacco e seguire con rigorosa attenzione questo mio bislacco approccio alla street photography.

Se percepisco il puctum scatto, se non lo trovo mi limiterò a godere e a continuare ad imparare dal punctum altrui.
Alla prossima!

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