Ebbene si, sono trascorsi più di 50 giorni dal mio ultimo articolo, 50 giorni di buio in cui 360.000 persone nel mondo hanno perso la vita, 50 giorni in cui siamo stati privati ancor più di quella sacrosanta libertà individuale di agire e fare…

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…a casa

50 giorni in cui siamo stati letteralmente travolti da una epocale bolgia partecipativa multimediale.
Una sorta di “overdose culturale“.

Solo un apparente altruismo?

E’ come se questo virus abbia reso tutti altruisti…

Allora tutti a fare webinar gratuiti, incontri gratuiti, lectio magistralis, flash mob dal balcone e ancora torte, pizze, dolci… tutto farcito da 1 milione di immagini uguali (salvo qualche brillante eccezione), in cui l’individualismo e l’esibizionismo privato della sua socialità reale ha cercato di “respirare” e sopravvivere.

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Distanziamento Sociale

Eventi organizzati per divulgare o per mantenere vivo il proprio nome, il proprio ricordo e soprattutto preparare una base di “interesse commerciale” per la successiva ripresa?

Una questione di Business direi… forse cinicamente business?

E’ vero, nel mondo della fotografia ci sono stati tanti, veramente tanti incontri interessanti, tanti confronti avvincenti… ma il punto è: perchè ciò non è accaduto prima? Tutto questo altruismo culturale continuerà in futuro? O si tornerà a quella stitica informazione e condivisione in cui la conoscenza “VERA” viene custodita con egoistica cura?

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Video in Pausa – Milano – Catania – Chicago

Adesso che tutti tacciono.

“Ero un po’ stanchino” avrebbe detto qualcuno… in parte è vero,
in parte non ho avuto semplicemente voglia di “partecipare”… anche perchè fare rumore nel marasma generale è analogo a stare in silenzio.

Vedere le strade vuote, vedere luoghi vuoti, vivere nel distanziamento sociale, per chi come me in strada ricerca umanità, non ha fatto per niente bene. Mentalmente, è dura vedere le tue fotocamere con quei rulli incompleti li, ferme sullo scaffale, è stato come piombare nel buio più assoluto, in cui è venuta meno quella luce che mi spingeva ad “essere” e a “scrivere” .

Mi sono dedicato ad altro… sono uscito dagli schemi frenetici dell’editoria e della produzione a tutti i costi… ho studiato, ho ricercato, ho stampato, ho provato, ho compreso di più sulla mia intima ricerca fotografica, su dove desidero andare e su cosa desidero raccontarvi.

Adesso la luce è tornata.

Di Andrea Scirè

Street Photographer e Visual Designer in continua ricerca e sperimentazione autoriale.

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