Stra-Ordinario? Riflessioni sulla percezione dell’ordinario


Recentemente Stefano Cerquetani, fotografo romano classe 63′, mi ha omaggiato del suo primo libro sulla sua visione di strata dal titolo “Ordinario Straordinario” edito da SUSIL Edizioni.

La prima cosa che mi ha colpito aprendo quel plico, è stato sicuramente il formato: 23×28 (…interessante!) con copertina cartonata e pagine di buona grammatura e molto piacevoli al tatto; buona la resa del bianco e nero, forse con una gamma dinamica non altissima, ma comunque apprezzabile. Il tipo di rilegatura (una Brossura Grecata) se pur ottima non permette tuttavia di godere la piena visione delle foto a doppia pagina.

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IL LIBRO

Il libro è un sunto della sua fotografia di strada dal 2013 al 2019; una serie di visioni, emozioni, intuizioni, stravaganze si alternano a brevi pensieri, attraverso un unico filo conduttore chiamato “Tempo” .

Girovagando per le strade di Roma (ma anche Spagna, Portogallo e Repubblica Ceca) Stefano si lascia sorprendere dalla vita, dai piccoli gesti, dagli sguardi, dalle assonanze formali, dalle giustapposizioni, in una sorta di viaggio estemporaneo che inizia in ogni scatto e continua poi nelle emozioni che esso induce in ognuno di noi.

Stefano Scrive: “” Nel quotidiano vagare fotografo solo ciò che sento, mai quello che vedo: questa la visione della vita che racconto”

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ORDINARIO?

Il vocabolario recita: “ordinario: Quantitativamente o qualitativamente contenuto nei limiti della norma e della regolarità, quindi ‘comune, consueto’, anche, spec. in Toscana, con quanto tale condizione può implicare di banale, scadente, deteriore”

Be’ il “Consueto” è quella condizione base per rendere le cose invisibili agli occhi di molti. L’abitudine, la frenesia della vita, gli altri interessi ci distraggono dal “Qui e Ora”, da quei momenti carichi di dolcezza e amarezza, di amore e dolore, di assoluta sospensione che la vita ci regala.

Quello che fa Stefano, è proprio il soffermarsi su questi momenti che, secondo la propria visione emozionale ed esperenziale sono per lui attimi decisivi. Come tali questi momenti ci offrono un ulteriore visione del mondo attorno e possono aiutarci a comprendere meglio il fluire dell’esistenza.

Se “l’ordinario” in questo libro è apprezzabile in ogni singolo scatto, tuttavia mi manca una sequenza costruttiva più intima e organica, quella sequenza che rivela l’autore e ne fa assumere una posizione artistica e concettuale nei confronti della sua stessa opera. Mi manca dunque quel viaggio che pagina dopo pagina ricerco sempre in ogni libro, mi manca quel racconto visuale che, anche se complesso da ottenere in un’opera di chiara matrice street, ha il compito di dare maggior spessore all’opera stessa.

STRAORDINARIO

“Straordinario: Eccedente i limiti del normale o del comune, con significati che si determinano nel senso di un’eccezionalità rispetto alla prassi o all’ordine consueto oppure nel senso di una rilevanza o esorbitanza quantitativamente o qualitativamente superlativa”

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Stefano Cerquetani - Stra-Ordinario? Riflessioni sulla percezione dell'ordinario - fotostreet.it

Alla fine di ogni libro, mi capita sempre poi di risfogliarlo e poi rivederlo e poi ancora riguardarlo, rileggerlo in una sorta di processo di sedimentazione della visione. Mi serve! Mi serve per leggere meglio le immagini, comprenderle più a fondo e imparare da esse.

Ci sono delle immagini nel libro di Stefano, che mi rimarranno nella memoria, per carica emozionale, per eleganza, per delicatezza e sensibilità, per ironia e per composizione. Sono immagini da cui si evince l’influenza delle sue letture, delle sue ricerche e delle sue sperimentazioni.

E allora l’apparente ordinario si inverte in straordinario lasciandoti anche per un solo attimo quella sensazione di “ordinaria” bellezza che solo la street photography riesce a regalarti.

CONCLUSIONI

Dal libro di Stefano si impara, senza pretese, a soffermarsi sulla straordinaria bellezza di momenti di vita ordinaria o quanto meno ad osservarla con gli occhi del cuore, senza regole e senza cliché. Si impara che il fine ultimo delle nostre immagini non il freddo monitor di un computer ma la carta stampata, così materica, che in essa trovi un mondo di sensazioni, tattili, olfattive e visive che solo il reale può regalare.

Auguro a Stefano di continuare in questa sua ricerca e visione, di affinarla e renderla sempre più autoriale e incisiva.

Invito tutti noi a fermarsi un attimo… si… un attimo… FERMI!… osservate “qui e ora” anche in questo momento in cui state leggendo questo articolo…. alzate gli occhi e guardatevi attorno…guardate col cuore, scattate e godete sempre della vostra vita in ogni momento!

Alla Prossima
Andrea

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