Lo sapete… uso la Ricoh GR da tanti anni (quasi un decennio direi), e a distanza di anni posso dire che è l’unica fotocamera digitale che uso con piacere quando decido di non scattare a pellicola.

Per form factor, usabilità e filosofia dei controlli è sempre stata la scelta naturale per la mia street e non vi nego che mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni.

Quando Ricoh ha annunciato la GR IV la mia prima reazione è stata “Alè vediamo cosa hanno fatto“! Speravo in una risoluzione dei problemi, in un sensore Full frame (follia pura) e in una gestione della batteria migliore… ma poi ho letto le specifiche. E con sincerità vi dico che l’entusiasmo si è sgonfiato in fretta… e ho deciso di continuare ad attendere.

Nel tempo è arrivata la versione HDF e poi una Monochrome… ma nessun salto tale da farmi mollare la mia GR III.

La GR è perfetta per la Street? Si!

Sapete bene che considero la Street photography più che un genere fotografico, un approccio alla fotografia, un modo di vedere, di interagire con le persone, di gestire lo strumento e l’imprevisto. Il mio modo per entrare nel tessuto della quotidianità, a volte con garbo, altre con irriverenza e sfrontatezza. Insomma un modo di approcciarsi alla vita col cuore in mano e lo sguardo sul mondo.

Questo conta per capire di cosa stiamo parlando quando dico, affermo e sottoscrivo che la Ricoh GR è, a mio avviso, la fotocamera più indicata per uno streepher nel panorama attuale: è stata costruita attorno a un modo di essere in strada, non per nulla ispirato alla visione di Daido Moriyama… un progetto basato su una filosofia di visione più che su un catalogo di funzioni.

Cosa amo e cosa a mio avviso fa la differenza rispetto al resto…

Lo snap focus… punto.

È la funzione e l’intuizione tecnica geniale, che trasforma questa macchina da compatta evoluta a strumento street vero.
Imposti la distanza, imposti il diaframma, scatti senza pensare. O meglio imposti (come nel mio caso) tempo e diaframma, setti gli iso auto… e ti concentri sul resto. Tempi di reattività – salvo quando va in stand-by e non te ne accorgi – praticamente immediati, nessun lag!

Tengo solitamente la macchina impostata in bianco e nero… Jpeg + Raw. Uso un bianco e nero, non di default ma settato secondo la mia visione, molto simile a quello generato da una Kodak Trix 400, la ricoh ti permette di farlo. Lo uso come anteprima… ovviamente la camera bianca alla fine la faccio sempre dal Raw.

Cosa mi fa in…zzare?

Poi c’è l’altra faccia. La batteria.
Credetemi, una volta può capitare, due volte, ti arrabbi un po’ ma la perdoni… ma tre, quattro… in piena estate e in piena session NO! La ricoh GrIII va in alert per surriscaldamento e si blocca. in questi casi ci vuole tutta la filosofia del fotografo analogico per non mandarla a quel paese. A quanto pare, almeno dai vari forum, dai vari articoli presenti in rete questo problema resta. Si surriscalda e non dissipa il calore efficientemente, la macchina va in protezione e tu vai a prendere un caffè!

Il surriscaldamento durante le sessioni intensive è strutturale, arrivati a questo punto penso sia il prezzo fisico di mettere un sensore APS-C in un corpo così compatto (e il mio sogno di un full frame va a farsi benedire). Ricoh sembra non aver ancora risolto questo problema, probabilmente perché non può risolverlo senza ripensare il corpo da zero.

Mi chiedo… forse un problema di gestione energetica del sistema?
La GR IV, dicono che scarica la batteria rapidamente quando Bluetooth e WiFi restano attivi anche da spenta, un’anomalia che i firmware successivi hanno mitigato ma non eliminato, così pare dai vari commenti trovati in rete. In definitiva: calore fisico strutturale più gestione energetica non risolta, restano il tallone d’Achille delle GR. E nonostante tutti i prezzi delle fotocamere siano cresciuti e la capacità di investimento dei fotoamatori evoluti cresciuta, su una macchina da 1.349 euro, nel 2026, questo fa un certo effetto.

GR IV: ecco cosa cambia

Il sensore passa da 24,2 a circa 25,7 megapixel, meno di due, nella pratica neanche uno e mezzo. Un dato che scompare nel momento in cui stampi o pubblichi online. Ricoh è passata a un sensore BSI più moderno, e questo porta benefici reali nella gestione delle alte sensibilità e nella resa tonale.

L’ottica è stata ridisegnata: 7 elementi in 5 gruppi contro i 6 elementi della III, più tagliente ai bordi, e migliore gestione della luce nelle situazioni difficili. La stabilizzazione sale a 5 assi con 6 stop di correzione. Buona.

Ovviamente se lavorate di tempi e diaframmi, se il mosso controllato rientra nel vostro linguaggio espressivo, se la street per voi è reazione e intuizione, la stabilizzazione diventa quasi irrilevante se non in alcuni casi. È una funzione che serve, ma non è quella che vi fa fare foto migliori in strada.

I 53GB di memoria interna possono essere una comodità… ma per chi? Le schede SD rimangono comunque la scelta più comoda, sia per tutela dei dati, che per passaggi successivi. Infine abbiamo la nuova batteria DB-120 promette il 25% di scatti in più per carica rispetto alla III. Non male. Peccato che alcuni utenti si lamentano di uno strano comportamento: si gonfiano dopo appena 10 cicli di ricarica… ovviamente da verificare, ma inquietante.

Comprare una GR IV nel 2026?

Se non avessi la GR III, la mia risposta sarebbe scontata… assolutamente sì.

La comprerei senza troppi dubbi. Perché la GR IV rimane, nonostante tutto, l’unica macchina fotografica digitale che oggi mi sento di consigliare a chi vuole fare street photography nel senso più autentico del termine. Corpo compatto, ottica fissa 28mm equivalente, snap focus, qualità d’immagine seria. Ricoh ha questo mercato per sé e lo sa.

Ma se hai già la GR III, aggiornare secondo me non ha senso. Il salto generazionale non c’è. Hanno fatto sicuramente dei passi avanti. Personalmente quei soldi li metterei da parte, o li investirei in rullini continuando ad andare in strada con quello che ho.

La fotografia migliora in strada, non in negozio.

E la GR IV HDF?

Secondo me no… o meglio dipende.
Se imparate a gestire la luce (se volete fotografare davvero do questo per scontato), se pensate la foto già nel momento dello scatto con un’intenzione precisa di sviluppo, sicuramente otterrete risultati più controllati, personali e superiori. Se fate parte invece di coloro che si accontentano del mood preimpostato di una fotocamera… allora sicuramente HDF fa la differenza,vè ben fatto (almeno dagli scatti visti in rete) ma ricordatevi che:

un filtro software applicato in camera è una comodità,
non una visione. E la visione non si compra come un accessorio.

La GR IV Monochrome: operazione commerciale o valore reale?

Qui la questione è più sottile e merita una riflessione più attenta.

L’idea di fondo è la stessa che Leica porta avanti da anni con le sue Monochrom: ha rimosso la matrice di filtri colore, ha eliminato il processo di demosaicizzazione, e consegna un bianco e nero con più dettaglio, più gamma tonale, più sensibilità alla luce.

Ogni pixel cattura l’intera gamma disponibile invece di filtrare un colore alla volta. Il risultato è una resa tonale che nessuna conversione in post può replicare fedelmente, e questo è un fatto tecnico, non marketing.

La GR IV Monochrome applica questo principio in un corpo tascabile a un prezzo più umano di qualsiasi Leica Monochrom. Mentre Leica vende esclusività e retaggio, e lo fa benissimo con piena consapevolezza, Ricoh vuole democratizzare lo stesso risultato. L’idea di fondo è identica, la filosofia commerciale è opposta.

Operazione commerciale o valore effettivo? Entrambe le cose, onestamente. Il valore tecnico c’è, è reale, è misurabile. Ma se avete già una Leica M6 caricata con una Tri-X 400, la risposta è brutalmente semplice: la chimica vince ancora. Se non avete una leica, acquistate una analogica e montate una Trix e vedrete comunque la differenza.

Il bianco e nero su pellicola ha una consistenza, una grana, una profondità che un sensore dedicato, per quanto incredibilmente perfetto, ancora non replica in modo convincente, almeno per come lo intendo io. È bianco e nero si, ma è un puro bianco e nero digitale. Dunque se cercate proprio questo e non volete ipotecare casa, la GR IV Monochrome è probabilmente la scelta più intelligente sul mercato oggi.

Detto questo, se dovessi provare una di queste nuove GR personalmente proverei la monochrome… per il resto, rimango fedele alle mia care pellicole e alla mia piccola GR III.

Indipendentemente dal mezzo che usate,
Buona Street a tutti voi!

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