Una storia Meravigliosa: Vivian Maier (Street Photography)


Oggi ho deciso di raccontarvi una storia meravigliosa, una storia che riguarda una giovane street photographer che diventò nota per un fortuito caso della vita; la storia di una donna i cui scatti sono oggi ritenuti tra i più importanti e rappresentativi del XXI secolo. La storia di una Street Photographer.

VIVIAN MAIER

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Un giorno nel 2007, John Maloof, un agente immobiliare di Chicago, per la stesura di un proprio libro su Portage Park, quartiere di Chicago,  acquistò ad un’asta, per soli 380 dollari, una scatola di negativi; quella scatola, insieme ad altre, proveniva da una soffitta ed era stata messa all’asta poiché il proprietario, un’anziana donna, non riusciva più a mantenere i costi di affitto.

Tornato a casa, Maloof  iniziò a scansionare quelle pellicole e con enorme stupore si trovò davanti, non a classiche foto di famiglia, ma davanti a foto fatte in strada con una composizione e tecnica notevole; decise allora di acquistare l’intera collezione, che nel frattempo era stata smembrata tra i vari compratori dell’asta, e di mettersi alla ricerca di questa misteriosa fotografa di cui conosceva solamente il nome ritrovato in una delle scatole.

Per i successivi 2 anni ogni tentativo di ricerca fu vano, la Maier era introvabile; fino a quando, nel 2009, Maloof trovò il suo nome su google, in un necrologio.

Nel 2009 Maier decise di pubblicare una serie di foto della Maier sul proprio blog; era divenuta la sua ossessione, doveva scoprire tutto su di lei… nel frattempo, tramite il suo blog, il mondo veniva a conoscenza dell’incredibile capacità fotografica di Vivian Maier. L’esplosione d’interesse da parte di critici e storici avvalorarono l’intuizione di Maloof: le foto di Vivian Maier  non erano semplici ottime foto, ma autentiche opere d’arte!

Da una recente intervista su Panorama Maloof dice:

Sono partito dallo scoprire che era una “tata”, una bambinaia, e la cosa mi ha sconvolto. Guardando le foto sembra impensabile. Pian piano, facendo il detective e intervistando molte persone, nel corso degli anni sono venuti fuori pezzi della vita di Vivian. È nata a New York nel 1926, nel 1951 ha iniziato a fotografare e nel ’56 si è trasferita a Chicago. Non aveva nessun legame con i suoi famigliari. (…) Nel 2007, a 82 anni, è caduta sul ghiaccio, nel parco in cui si recava tutti i giorni: poi si è spenta a poco a poco in ospedale. Le persone per cui ha lavorato per anni, la cosa più vicina a una famiglia che abbia conosciuto, l’hanno fatta cremare e hanno sparso le sue ceneri nei campi in cui portava i bambini.

Vivian era solita portare con se la sua rolleiflex 6×6, scattava principalmente foto nel tragitto da casa al luogo di lavoro o durante le lunghe passeggiate con i bimbi che accudiva (spesso in quartieri poco raccomandabili).

I ritratti di Vivian (i primi selfie), gli spaccati di vita della Chicago del tempo, l’assoluta perfezione nella composizione fotografica sono disarmanti, specie se consideriamo che molti scatti sono precedenti a quelli realizzati da grandi maestri della fotografia come Cartier Bresson o Robert Doisenau.

Oggi la collezione di  Vivian Maier è composta da 17.500 negativi , 2.000 stampe , 30 film fatti in casa  e numerose diapositive. Il lavoro di Maloof è divenuto fonte di numerosi libri e di un documentario  “Alla ricerca di VivianMaier”, dedicato alla vita della tata fotografa, schiva, riservata, combattiva e femminista, che non mostrava a nessuno le sue foto, o come diceva lei, i suoi “click”.

Vivian Maier, in una lettera ai propri bimbi, scriveva:

“Ho fotografato i momenti della vostra eternità perchè non andassero perduti

 

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